
Italia, Milano, 2016
Progetto: Luciano Giorgi


L’abitazione ha la tipica struttura della townhouse milanese di primo ‘900.
Nello spazio urbano, caratterizzato da un’alta densità abitativa e da fronti continui, esistono delle contenute parentesi di quiete a bassa densità sullo stile delle case a schiera londinesi. La misura d’uomo, e la posizione generalmente protetta e in nicchia rispetto ai grandi viali, e la possibilità di avere una porzione verde privato, ne fanno uno dei tagli abitativi più attraenti della città.
In questo caso specifico, la casa, 500 mq sviluppati su 4 livelli, ha un unico accesso al piano terra direttamente dalla strada, con uno studio ed un’ampia zona giorno affacciata sul giardino interno.
Nel basement una grande cucina con sala da pranzo si affianca ad un appartamento di servizio; un giardino “segreto” posto sul retro della casa fa da prosecuzione delle zone giorno, unendo nei mesi caldi il piano interrato con il piano principale.
Salendo, la casa presenta diversi livelli di privacy, al piano superiore tre camere da letto e servizi dedicati alle figlie anticipano, al quarto piano mansardato, la suite matrimoniale di questo edificio dei primi anni ‘30.
Con il padrone di casa, e con le tre figlie, fin da subito si è creata una forte sinergia e collaborazione condotta dal desiderio di aggiungere all’interno della casa colori e materiali, oltre ad elementi totemici.
A dispetto di una distribuzione degli spazi già funzionante, interventi pensati come microchirurgie puntuali, gestiti in combinazione con la disposizione di opere d’arte e colori, guidano il progetto.
L’operazione cromatica ad effetto grisaille avvolge pavimenti, pareti, soffitti cosi come arredi in una specifica tonalità di grigio.
Cosi, sopra ad un pavimento di legno di rovere levigato e scurito posa una lunga panca-contenitore che fa da podio alla grande ruota di Adrian Paci, al lato dell’opera di Flavio Favelli, opposta all’arazzo di Pae White, vero focus del soggiorno.
Una colonna strutturale, nel mezzo del living, è l’occasione per un’installazione luminosa sospesa in lastre di ottone.
Al piano interrato è dialogo intrecciato tra il giardino e la composizione fotografica di Matthias Bitzer a parete e tra l’ampio tavolo ovale che si riflette sul soffitto con il suo ovale gemello segnato in bianco in un involucro di pareti grigie.
Al piano delle tre figlie è un’esplosione di colore, in contrapposizione con il singolo colore degli altri ambienti, a ciascuna di queste è dedicata un’intera camera o un angolo di ambiente avvolto del colore preferito.
La luce è spesso combinata all’ottone; oltre alla già citata installazione sulla colonna a disegno di Luciano Giorgi, si trovano gli illumina-quadro custom alle pareti della scala, ad illuminare lo spazio insieme alle opere, e la lampada Tersicore in sala da pranzo, entrambi prodotti disegnati da Restart












